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Un luogo dove ascoltare Racconti, Versi, Confessioni... Mettetevi comodi e Buon Ascolto :)

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Progetto Ecologia Sociale

Jul 09 2017

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Lite in cucina

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Lite in Cucina

“Clara entrò in cucina come una furia. “Non ne posso più di te, no ne posso più!” urlò. Vedendo la tavola tentò di mangiare come niente fosse. La rabbia crebbe in lei ulteriormente, ma si sforzò di mantenere il controllo.

Scritto e letto da Fulvio Bonfanti

Jul 13 2014

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“Déjeuner du matin” di J. Prévert

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Dejeuner du matin

Il a mis le café
dans la tasse
il a mis le lait
dans la tasse de café
il a mis le sucre
dans le café au lait
avec la petite cuiller
il a tourné
il a bu le café au lait
et il a reposé la tasse
sans me parler
il a allumé
une cigarette
il a fait des ronds
avec la fumée
il a mis les cendres
dans le cendrier
sans me parler
sans me regarder.
Il s’est levé
il a mis
son chapeau sur sa tête
il a mis son manteau de pluie
parce qu’il pleuvait
et il est parti
sous la pluie
sans une parole
sans me regarder.
Et moi, j’ai pris
ma tête dans mes mains
er j’ai pleuré Lui ha messo il caffè
nella tazza
ha messo il latte
nella tazza di caffè
ha messo lo zucchero
nel caffelatte
con il cucchiaino
ha mescolato
ha bevuto il caffelatte
e ha posato la tazza
senza parlarmi.
ha acceso una sigaretta
ha fatto dei cerchi
con il fumo
ha messo la cenere
nel portacenere
senza parlarmi
senza guardarmi.
Si è alzato
ha messo
il cappello sulla testa
ha messo
l’impermeabile
perché pioveva
ed è partito
sotto la pioggia
senza una parola
senza guardarmi.
Ed io, ho preso
la testa fra le mani
ed ho pianto E’ una poesia di Jacques Prévert Léo Nie.

Apr 02 2014

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Jack perde il controllo

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Jack perde il controllo

“Era sulla veranda, a pensare. E, come spesso le era capitato negli ultimi sei mesi, non erano pensieri che avrebbero giovato al suo umore. D’altronde come potrei dimenticare così in fretta?”

Un racconto di Federico Calafati tratto dal suo libro “Storie di soglia” disponibile sul sito di Feltrinelli

Legge Pietro Gori.

Mar 09 2014

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Oggetti usati da Peter McCook

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Oggetti usati da Peter McCook

“Avete presente quelle giornate anonime una uguale all’altra? Beh, ricordo che il giorno in cui tornai alla bottega del vecchio Peter, sembrava davvero destinato ad entrare di diritto nei primi dieci più noiosi della mia vita…”

Tutto il libro “Oggetti usati da Peter McCook” è disponibile su Servizi per il Cinema

Dec 23 2013

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Rosemary#2

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Rosemary – Frammento#2

Amarmi
esserne costretta
prendermi cura di ciò che viene ignorato

non mi detesto, solo mi sento
inutile,
in una studiata posa
per nessun fotografo.

Qui e sola
nell’umido freddo
mentre il mio corpo trema
seduto e fragile,

e gli occhi si scaldano
di fronte alla pazienza delle cose
rovinate ed antiche
ma senza alcuna vergogna.

Iniziare ad amarmi,
mentre il mio sorriso invecchia
i miei denti ingialliscono
mentre cerco le parole perdendo il contenuto

Labbra salate.
Troppo tardi
voglio commuovermi per riempire
il vuoto delle ore.

mi dispiace
un vuoto che ho costruito
scelto – per orgoglio e sopravvivenza

non imparerò ad amarmi
fino a che il mio sguardo
sarà solo un vestito.

Nov 27 2013

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Cronologia di una Passione

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Cronologia di una passione

La passione per la Scrittura raccontata in una vita di naturale ossessione… Scritta da Costanza R. da Talemotion, leggi su talemotion.com il racconto.

Oct 27 2013

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Quello che dai ti ritorna

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Quello che dai ti ritorna

Una semplice favola sul significato del dare e del ricevere, e sulla realtà che ci circonda come specchio di noi stessi…
La favola è letta da Antonio Patani

Oct 27 2013

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Al banco della birra

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AL BANCO DELLA BIRRA

Un breve lipogramma di Goblin, direttamente dal sito Talemotion sull’ebbrezza della birra, e della lettera “E”.

Oct 20 2013

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1. L’alba di Tom

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01 – L’ALBA DI TOM

Si stava svegliando. La notte era stata molto lunga, aveva fato tanti sogni, sogni molto molto strani. Aveva rivisto tutte le cose che aveva fatto, aveva ripensato a tutte le decisioni che aveva preso. Era stata una notte molto, molto lunga…

Ecco “L’Alba di Tom” del ciclo “Storie di transizione” di Lory Sparkly. Storie di fantascienza e non… liberamente ispirate all’idea Zeitgeist.
Letto da Lory Sparkly.

Aug 16 2013

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Culone

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CULONE

Sono seduto nel banco in prima fila, e aspetto. I ragazzi urlano, si tirano pezzi di carta, alzano le gonne alle ragazze che sbuffano, fingendo fastidio. Io sono seduto e aspetto. Sistemo i quaderni, il libro, tempero le matite, controllo i compiti. Mancano pochi minuti all’inizio della lezione; gli occhiali per il sudore sono scivolati sulla punta del naso, li sfilo e con l’angolo della camicia pulisco le lenti per bene, quindi li risistemo, spingendoli col dito in alto, nella posizione corretta.
Sono pronto. Ecco, la porta si apre e entra la ragione della mia spossatezza, dei miei sogni agitati, delle occhiaie profonde.

Ecco “Culone”, soffice racconto di Francesco Cavallaro
Letto da Giovanni Morando.

Aug 08 2013

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AS

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AS

Tutto qui. Incominciavo ad uscire di casa la notte, in cerca di terra da frantumare con la mia radice. Giravo in auto, adocchiavo una possibile crepa, scendevo, la disfacevo, la rendevo voragine.
Una, due volte, raramente di più.

Ecco “AS”, un racconto tratto da una storia vera. Scrittore ignoto…
Letto da Giovanni Morando.

Apr 01 2013

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“Enivrez-Vous!” di C. Baudelaire

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Enivrez-Vous

Il faut être toujours ivre. Tout est là : c’est l’unique question. Pour ne pas sentir l’horrible fardeau du Temps qui brise vos épaules et vous penche vers la terre, il faut vous enivrer sans trêve. Mais de quoi ? De vin, de poésie ou de vertu, à votre guise. Mais enivrez-vous.

Et si quelquefois, sur les marches d’un palais, sur l’herbe verte d’un fossé, dans la solitude morne de votre chambre, vous vous réveillez, l’ivresse déjà diminuée ou disparue, demandez au vent, à la vague, à l’étoile, à l’oiseau, à l’horloge, à tout ce qui fuit, à tout ce qui gémit, à tout ce qui roule, à tout ce qui chante, à tout ce qui parle, demandez quelle heure il est ; et le vent, la vague, l’étoile, l’oiseau, l’horloge, vous répondront: “Il est l’heure de s’enivrer ! Pour n’être pas les esclaves martyrisés du Temps, enivrez-vous; enivrez-vous sans cesse ! De vin, de poésie ou de vertu, à votre guise.

Bisogna esser sempre ubriachi. Tutto sta in questo: è l’unico problema. Per non sentire l’orribile fardello del Tempo che rompe le vostre spalle e vi inclina verso la terra, bisogna che vi ubriachiate senza tregua. Ma di che? Di vino, di poesia o di virtù, a piacer vostro, ma ubriacatevi.

E se qualche volta, sui gradini d’un palazzo, sull’erba verde d’un fossato, nella mesta solitudine della vostra camera vi risvegliate con l’ubriachezza già diminuita o scomparsa, domandate al vento, all’onda, alla stella, all’uccello, all’orologio, a tutto ciò che fugge, a tutto ciò che geme, a tutto ciò che ruota, a tutto ciò che canta, a tutto ciò che parla, domandate che ora è; e il vento, l’onda, la stella, l’uccello, l’orologio, vi risponderanno: “È l’ora di ubriacarsi! Per non esser gli schiavi martirizzati del Tempo, ubriacatevi; ubriacatevi senza smettere! Di vino, di poesia o di virtù, a piacer vostro.

E’ un poemetto in prosa di Charles Baudelaire letto da Léo Nie.

Mar 14 2013

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Portogallo, uno stato d’animo

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Il Portogallo, uno stato d’animo

Il Portogallo se ne frega, poco ma sicuro. Se ne frega delle previsioni degli economisti, del debito pubblico, della recessione, dell’Europa, anche della Spagna che gli sta appiccicata. Il Portogallo è un vecchio (se ne fregano anche del politacally correct, di dire “anziano) che cammina placido, con quello sguardo che ti ricorda come in fondo lui ne ha vista una più del diavolo e niente gli farà cambiare traiettoria, no.

E’ una riflessione di Enrico Albertini, giornalista o meglio, cronista, blogger di Anordestdiche.com
Leggi qui tutto l’articolo

Feb 16 2013

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Il re infelice

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Il re infelice

C’era una volta un re molto goloso, che mangiando continuamente ingrassò così tanto da non riuscire più a muoversi.
Non potendo più uscire dal palazzo, nè salire sul cammello, se ne stava tutto il giorno disteso sul divano e un giorno si ammalò…

E’ una fiaba marocchina letta da Antonio Patani

Feb 12 2013

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L’infinito – di G.Leopardi

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L’infinito di Giacomo Leopardi

Sempre caro mi fu quest’ermo colle,
e questa siepe, che da tanta parte
dell’ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
spazi di là da quella, e sovrumani
silenzi, e profondissima quiete
io nel pensier mi fingo, ove per poco
il cor non si spaura. E come il vento
odo stormir tra queste piante, io quello
infinito silenzio a questa voce
vo comparando: e mi sovvien l’eterno,
e le morte stagioni, e la presente
e viva, e il suon di lei. Così tra questa
immensità s’annega il pensier mio:
e il naufragar m’è dolce in questo mare..

di G.Leopardi

Feb 07 2013

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Scoiattolo Pulp

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Lo Scoiattolo Impazzito

Avevamo soltanto un revolver tra tutti e due, e mentre parlava, Leonard me lo passò. Iniziai a caricarlo, e avevo già sistemato nel tamburo quattro proiettili quando dal bosco emerse uno scoiattolo impazzito, che saltava come un ossesso…

da “Bad Chili” di J.R. Lansdale

May 24 2010

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Preghiera del Clown

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Preghiera del Clown

Noi ti ringraziamo nostro buon Protettore per averci dato anche oggi la forza di fare il più bello spettacolo del mondo.
Tu che proteggi uomini, animali e baracconi, tu che rendi i leoni docili come gli uomini e gli uomini coraggiosi come i leoni,
Tu che ogni sera presti agli acrobati le ali degli angeli, fa’ che sulla nostra mensa non venga mai a mancare pane ed applausi.

Noi ti chiediamo protezione, ma se non ne fossimo degni, se qualche disgrazia dovesse accaderci,
fa che avvenga dopo lo spettacolo e, in ogni caso, ricordati di salvare prima le bestie e i bambini.
Tu che permetti ai nani e ai giganti di essere ugualmente felici, tu che sei la vera, l’unica rete dei nostri pericolosi esercizi,
fa’ che in nessun momento della nostra vita venga a mancarci una tenda, una pista e un riflettore.

Guardaci dalle unghie delle nostre donne, ché da quelle delle tigri ci guardiamo noi,
dacci ancora la forza di far ridere gli uomini, di sopportare serenamante le loro assordanti risate e lascia pure che essi ci credano felici.

Più ho voglia di piangere e più gli uomini si divertono,
ma non importa, io li perdono, un pò perchè essi non sanno, un pò per amor Tuo, e un pò perchè hanno pagato il biglietto.

Se le mie buffonate servono ad alleviare le loro pene, rendi pure questa mia faccia ancora più ridicola, ma aiutami a portarla in giro con disinvoltura.
C’è tanta gente che si diverte a far piangere l’umanità, noi dobbiamo soffrire per divertirla;
manda, se puoi, qualcuno su questo mondo capace di far ridere me come io faccio ridere gli altri.

di A. De Curtis

May 12 2010

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