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By Arcos3 - Jan 23 2020
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Contenuti autentici e molto interessante per imparare l’italiano.

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By DonfromPrinceton - Sep 06 2019
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Best podcast to practice Italian with interesting current topics and transcriptions!

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By Arcos3 - Jan 23 2020
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By DonfromPrinceton - Sep 06 2019
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Latest release on Feb 19, 2020

The Best Episodes Ranked Using User Listens

Updated by OwlTail 8 days ago

Rank #1: Ciò che odiamo di più dell’Italia (con Erika) – Riflessioni senza trascrizione #31

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https://podcastitaliano.com/wp-content/uploads/2018/06/31-che-cosa-odiamo-dellitalia.mp3

Oggi io ed Erika abbiamo parlato della cosa che forse ci piace di meno dell'Italia o della mentalità del popolo italiano, ovvero il non rispetto delle regole. Sarebbe interessante sapere cosa ne pensate voi di questo tema. Ecco a voi le parole che abbiamo spiegato nel podcast:

Mancato
Ineccepibile
Furbo
Tornaconto personale
Allungare l'occhio / sbirciare
Auricolare
Faccia da bronzo
Beccato
Ingenui
Farla franca
Scontrino
Cazziatone
Bello e buono

Jun 06 2018

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Rank #2: Principiante #2 – Lo spaventapasseri – Favola di Gianni Rodari

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Benvenuti su Podcast Italiano. In questo episodio della serie “Principiante” vi leggerò una favola scritta dal famoso scrittore italiano Gianni Rodari, tratta (taken from, used for stories or excerpts from books) dalla celebre (famous / sinonym of "famosa") raccolta (collection, compilation) “Favole al telefono”, uscita nel 1962. La favola si chiama “Lo spaventapasseri”. Sul sito podcastitaliano.com troverete la trascrizione e la traduzione delle parole e frasi più difficili. Buon ascolto!

https://podcastitaliano.com/wp-content/uploads/2016/09/episodio-2-lo-spaventapasseri.mp3
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Versione con traduzioni
Lo spaventapasseri (scarecrow, literally “scaresparrow”) Gonario era l'ultimo (last, meaning youngest) di sette fratelli. I suoi genitori non avevano soldi per mandarlo a scuola, perciò lo mandarono a lavorare in una grande fattoria (farm, not factory). Gonario doveva fare lo spaventapasseri, per tener lontani gli uccelli dai campi (keep the bird off the crops, lontano = far). Ogni mattina gli davano un cartoccio (paper cone) di polvere da sparo (gunpowder) e Gonario, per ore ed ore (for hours on end), faceva su e giù (went up and down) per i campi, e di tratto in tratto (from time to time) si fermava e dava fuoco (set fire to) a un pizzico (a pinch) di polvere. L'esplosione spaventava (scared) gli uccelli che fuggivano (ran away), temendo i cacciatori (fearing the hunters). Una volta il fuoco si appiccò  alla giacca di Gonario (Gonario’s jacket caught fire), e se il bambino non fosse stato svelto a tuffarsi (hadn’t been quick enough to jump) in un fosso (ditch) certamente sarebbe morto (would have died) tra le fiamme. Il suo tuffo spaventò le rane (frogs), che fuggirono con clamore (loudly /clamore = hubbub, loud noise), e il loro clamore spaventò i grilli (crickets) e le cicale (cicadas), che smisero (stopped / smettere = to stop) per un attimo (for a moment) di cantare. Ma il più spaventato di tutti era lui (the most scared of all was him), Gonario, e piangeva tutto solo in riva (at the edge) al fosso, bagnato come un brutto anatroccolo (ugly duckling), piccolo, stracciato (tattered) e affamato (hungry). Piangeva così disperatamente che i passeri (sparrows) si fermarono su un albero a guardarlo, e pigolavano (chirped) di compassione (with compassion / to say e.g. “cry with joy”, “scream in pain” we say “piangere DI gioia” e “urlare DI dolore”) per consolarlo (to cheer him up / console him). Ma i passeri non possono consolare uno spaventapasseri. (it’s a play on words, sparrows can’t cheer up “scaresparrows”, or in english, scarecrows) Questa storia è accaduta (happened / accadere = to happen / sinonym of "succedere") in Sardegna.
Questa era la favola “Lo Spaventapasseri” di Gianni Rodari. Se non avete capito tutto vi consiglio di riascoltarla, e utilizzate la trascrizione perché questo vi aiuterà moltissimo. E’ molto importante leggere e ascoltare allo stesso tempo. Le favole inoltre aiutano molto quando si inizia a imparare una lingua e si vuole utilizzare dei materiali veri, autentici.

Spero che questo episodio vi sia piaciuto. Alla prossima!
Versione senza traduzioni

Sep 27 2016

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Rank #3: La lingua russa! – Riflessioni senza trascrizioni #53

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https://podcastitaliano.com/wp-content/uploads/2019/01/lingua-russa.mp3
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In questo episodio vi parlo della mia esperienza di apprendimento della lingua russa. Vi racconto la mia storia, le difficoltà, vi do delle informazioni sulla lingue in sé e tante altre cose. Buon ascolto!

Jan 13 2019

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Rank #4: La realtà virtuale (con Erika)- RST #55

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Nuovo episodio di riflessioni senza trascrizioni! In questo episodio io ed Erika vi parliamo della nostra prima esperienza con la realtà virtuale. Buon ascolto!

Vai su podcastitaliano.com per la lista delle parole ed espressioni difficile utilizzate in questo episodio.

Feb 15 2019

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Rank #5: Noi e i media tradizionali (con Erika) – Riflessioni senza trascrizioni #29

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Biascicare
Vanno molto / Tirano
Esterofili
Cadere a picco
Testate giornalistiche
Arrabattarsi, arrangiarsi
Cronaca nera, cronaca rosa
Mi cade = mi delude
Servizi
Ignaro
Longevi
Esemplificare
Telecronaca

May 27 2018

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Rank #6: Parlo in italiano e mi rispondono in inglese e gli italiani che non usano il congiuntivo – Riflessioni senza trascrizioni #18

May 03 2018

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Rank #7: Di ritorno dal Polyglot Gathering – Riflessioni senza trascrizioni #30

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https://podcastitaliano.com/wp-content/uploads/2018/06/29-di-ritorno-dal-polyglot-gathering.mp3

Sono tornato dal Polyglot Gathering di Bratislava e ve ne parlo! Ecco alcune parole che ho usato (sì, la lista fa un po' ridere):

Giovine
Baldi giovani/giovani
Quattro gatti
Lezionale frontale
Kebabbaro
Arretrati
Trovata

Jun 05 2018

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Rank #8: Inglese britannico vs inglese americano in Italia – Riflessioni senza trascrizioni #16

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https://podcastitaliano.com/wp-content/uploads/2018/05/16-inglese-britannico-vs-inglese-americano-in-italia.mp3

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Oggi rispondo a una domanda di Alice Smith:
As an American, I have to say that your English is really excellent. Can you at some point in your podcasts discuss issues relating to learning British English vs. American English? I know that in Europe British English is taught, but I often see polyglots speaking American English. Do you think it would be better (or make no difference) for American English to be taught in schools? What do you think of British English as an American English speaker? Do you have any difficulties listening/watching British media, etc...

stentato
Ortografia
Qualcosa rimane impresso nella memoria
Allucinante
Miniera d'oro
Interrogazioni
Verifiche
Attimo
Beccare
Inglese maccheronico
Divagare
Essere al corrente
Praticabile, attuabile, realizzabile
Addietro = fa

May 01 2018

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Rank #9: I dialetti italiani – Intermedio #2

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https://podcastitaliano.com/wp-content/uploads/2016/09/episodio-2-dialetti.mp3

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Benvenuti su podcast italiano. Questo è il secondo episodio della serie intermedio e il tema di oggi sono i dialetti italiani, che a me interessano molto e che spesso causano dubbi (cause doubts) a tutti gli stranieri che imparano l’italiano.

Forse sapete già che in Italia ci sono molti dialetti, e se siete già stati in Italia probabilmente vi siete resi conto di come non sempre il modo di parlare di persone di diverse regioni sia comprensibile (understandable, comprehensible) allo stesso modo. Magari capite senza problemi le persone di una regione, ma quando vi spostate (you move to.. / spostarsi = to move, not with the meaning of moving house = trasferirsi) in un’altra regione la vostra comprensione peggiora (gets worse) molto. Forse vi hanno detto che questo è causato dal fatto che in Italia ci sono molti dialetti.

Bisogna fare una distinzione tra dialetto e accento. In inglese, per esempio, con “dialect” spesso si intende (we mean) “varietà di inglese”. In italiano però il dialetto è un’altra cosa. I dialetti in Italia, infatti, sono delle vere e proprie (actual) lingue separate, “sorelle” dell’italiano, ma diverse. Io, che abito in Piemonte (living in Piemonte / lit. "I, who I live.."), nel nord,, capirei molto poco se una persona mi parlasse in dialetto siciliano.

In Italia, dunque, ci sono tantissimi dialetti. Quanti? Difficile dirlo, perché spostandosi anche solo di pochi chilometri ogni dialetto cambia leggermente, quindi potenzialmente ne potrebbero esistere migliaia (there could be thousands of them).

L’italiano, come saprete (as you will/may know), deriva dal latino. Quello che forse non sapete è che l’italiano si parla da poco tempo. La base dell’italiano è il fiorentino letterario del 1300. Penso abbiate sentito parlare di (I think you might have heard of / lit. "heard talk about") Dante, il più famoso scrittore italiano. L’italiano viene definito spesso come “la lingua di Dante, che spesso viene chiamato “il padre dell’Italiano”. Infatti è stato uno dei primi a (one of the first to) scegliere di non scrivere solo in latino, ma anche nella lingua locale. Il suo capolavoro (masterpiece) “La Divina Commedia” fu scritto in fiorentino, ovvero la lingua di Firenze.

L’importanza di Dante è stata così grande che di fatto (in fact) i letterati (scholars, intellectuals) di tutta Italia iniziarono a utilizzare l’italiano per comunicare e scrivere, lingua che però la gente comune non conosceva e non parlava. Persino a Firenze la lingua di Dante col passare del tempo (as time went on) cambiò moltissimo. In Italia c’erano molti piccoli regni (kingdoms) e stati, e in ognuno di questi (in each of these) il popolo parlava la propria lingua.

Nel 1861 l’Italia si è unita, e l’italiano, basato sul fiorentino, è stato adottato come lingua nazionale a causa della sua importanza letteraria, ma ci è voluto molto tempo (it took a long time) prima che il popolo iniziasse a utilizzarlo. L’istruzione obbligatoria (compulsory education) per molti decenni non ebbe successo. Le guerre mondiali hanno in parte aiutato, in quanto persone da ogni angolo del paese dovevano comunicare tra di loro.

Ma ciò che ha contribuito maggiormente alla (contributed the most to)  diffusione (the spreading) della lingua è stato l’arrivo della televisione negli anni ‘50. La televisione ha portato l’italiano in ogni angolo d’Italia. Per questo l’italiano è una lingua giovane: è utilizzato su larga scala (on a large scale) solamente da circa 70 anni.

Oggi l’italiano è diffuso (widespread) praticamente ovunque in Italia. Nel 2006 il 91,8% di abitanti dichiarava (claimed) di parlare italiano. Ma i dialetti non sono morti: sono parlati maggiormente da persone anziane e in zone di provincia (ma non esclusivamente) e in contesti familiari e informali, meno in ambito lavorativo (working environment / ambito = scope, context,

Sep 29 2016

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Rank #10: La mia esperienza su Italki – Riflessioni senza trascrizioni #17

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https://podcastitaliano.com/wp-content/uploads/2018/05/17-la-mia-esperienza-su-italki.mp3

Oggi vi parlo della mia esperienza come insegnante su Italki. Ecco alcune parole utili:

Apprestarsi
Partii
Rimasi
Feci
Tirare le somme
Alla fin fine
Mi reputo / mi ritengo
Non sono noccioline
Minatorio
Ripetizioni
Ascoltatrice assidua
Straparlare

May 02 2018

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Rank #11: Le superstizioni (con Erika) – Riflessioni senza trascrizioni #26

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https://podcastitaliano.com/wp-content/uploads/2018/05/26-le-superstizioni-con-erika.mp3
Oggi io ed Erika parliamo di superstizioni! Ecco alcune parole che potrebbero tornarvi utili per capire meglio l'episodio. Buon ascolto!

Cammin facendo, man mano
Colonna sonora
Risibile
Portare sfortuna (sfiga)/ fortuna
Carro funebre
Bara
Tirarla a qualcuno -
Tocchiamo ferro
Figo, figa, sfiga, figata
Azzeccare
Fissa, fissazione
Palloncini
Previsione rosea

May 22 2018

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Rank #12: Analisi della canzone “Soldi” di Mahmood – RST #57

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In questo episodio analizzo la canzone Soldi di Mahmood, che ha vinto il festival di Sanremo di quest'anno. Parlo del suo significato, della lingua che usa, della fonetica e di tante altre cose! Per la lista delle parole e frasi più difficili tradotte in inglese clicca qui:
https://podcastitaliano.com/2019/03/16/analisi-della-canzone-soldi-di-mahmood-rst-57/

Mar 16 2019

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Rank #13: #47 – La mia esperienza linguistica! (parte 2) – Riflessioni senza trascrizioni

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Ciao! Io fisicamente mi trovo a Budapest, ma in questo episodio Davide del passato vi continua a raccontare la sua storia linguistica che aveva già iniziato nel primo episodio. Ascoltate quello prima di continuare ascoltando questo. E come sempre, alcune parole utili che ho spiegato:

Dare sui nervi
Presi bene (slang)
Di tutto un po'
Tra me e me
Lasciare cadere = mollare
Chiedere la mano
In modo massiccio
Alla cieca
Ho accennato
Lampante

Sep 05 2018

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Rank #14: La bufala sulle lingue – Avanzato #11

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https://podcastitaliano.com/wp-content/uploads/2019/02/sapir-whorf.mp3
Download the episodeBenvenuti su Podcast Italiano. Questo è un episodio di livello avanzato. Vi ricordo che podcastitaliano.com troverete la trascrizione integrale dell’episodio con la traduzione delle parole e delle strutture più difficili. Buon ascolto!In questo episodio di livello avanzato voglio affrontare una questione che nel mondo delle lingue e della linguistica è sempre di moda, ovvero: è vero che la nostra madrelingua influenza la nostra visione del mondo? Ho deciso di scrivere questo episodio dopo aver letto il libro “The Language Hoax” di John McWhorther, il mio linguista in assoluto preferito, conduttore di un podcast eccezionale chiamato Lexicon Valley e autore di numerosi libri altrettanto interessanti. Come potete intuire dal titolo la posizione di McWhorther è molto netta: questa idea è una vera e propria bufala (hoax), che peraltro (besides, furthermore) circola da molto tempo e periodicamente si ripresenta (shows up again) sotto forma di articoli acchiappa-click (click-bait) su internet e sulle testate giornalistiche (news media, newspapers) online. Questa teoria è conosciuta come “ipotesi di Sapir-Whorf”, dal nome dei due studiosi, Edward Sapir e Benjamin Lee Whorf, che per primi ne hanno parlato negli anni venti, ma è anche nota come “ipotesi della relatività linguistica”. Secondo Whorf (e cito):”Noi tagliamo a pezzi la natura, la organizziamo in concetti, e nel farlo le attribuiamo significati, in gran parte perché siamo parti in causa in un accordo per organizzarla in questo modo; un accordo che resta in piedi all'interno della nostra comunità di linguaggio ed è codificato negli schemi della nostra lingua”Da questa citazione si evince (we can deduce, infer) l’idea centrale di Whorf, ovvero che la nostra percezione della realtà varia a seconda della lingua che parliamo.Whorf parlò, per esempio, degli Hopi, una popolazione nativa americana , la cui lingua, a sua detta (=secondo lui, according to him), non aveva modo di esprimere il tempo passato e futuro. La conclusione a cui giunse Whorf era che, a differenza delle lingue di matrice europea (of a european nature), gli Hopi avessero una percezione del tempo non lineare, ma ciclica. E questo era causato da questa peculiarità della loro lingua, che, appunto, influenzava la loro visione del mondo. Si dà il caso che Whorf non conoscesse bene la lingua Hopi, che, in realtà, è assolutamente in grado di esprimere il concetto di passato e di futuro. Ma anche se così non fosse (if that weren't the case): è corretta l’idea secondo la quale le caratteristiche della grammatica di una lingua fanno sì che i suoi parlanti percepiscano il mondo in un modo completamente diverso? La risposta di McWhorther è, come avrete capito, no. È sicuramente un’idea attraente, molto “hippie” in un certo senso, ma… si tratta, ahimè, di una bufala. Il fatto che, per esempio, la lingua russa abbia un sistema estremamente complicato per esprimere quello che in tante lingue europee sarebbe un verbo solo, ovvero “andare”, non significa che i russi percepiscano l’idea di movimento in una maniera più precisa. Semplicemente la loro lingua non lascia al contesto alcune informazioni ma, al contrario, obbliga i suoi parlanti ad esplicitarle (make them explicit). “Andare a piedi” e “andare con un mezzo di trasporto” sono due verbi diversi in russo, ma questo non significa che un parlante madrelingua italiano o francese che senta la frase “sono andato in Australia” ha dubbi sulla natura del movimento… ovviamente, chiunque abbia pronunciato questa frase in Australia non ci è andato a piedi, e il contesto ci aiuta a capirlo.Per fare un altro esempio: esiste una lingua parlata in Amazzonia chiamata Tuyuka che possiede una caratteristica grammaticale nota come “evidential marker”. Un evidential marker è un indicatore che ci aiuta a capire la natura di una data informazione. Nella lingua Tuyuka funziona così: alla fine di ogni af...

Feb 13 2019

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Rank #15: La Grande Emigrazione: prima parte – Avanzato #21

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In questo episodio di livello avanzato parliamo di un argomento molto complicato della storia italiana, ovvero l'emigrazione. Nello specifico oggi parliamo della Grande Emigrazione, avvenuta dal 1861 agli anni '20 del 900. Questa è la prima parte dell'episodio, in cui vi racconto del fenomeno in generale e dell'emigrazione in nord America. Seguirà una seconda parte.
Trascrizione: https://wp.me/p7UQkX-1n6
Iscriviti a LingQ: https://www.lingq.com/podcastitaliano/
Se volessi donarmi qualche soldo e supportare il progetto te ne sarei molto grato!
https://www.paypal.me/DavideGemello
Questionario: https://forms.gle/NdrJWJFEYxrSf9dc6
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Nov 21 2019

38mins

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Rank #16: How to learn Italian effectively (and, frankly, any language) – Special episode in English

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https://podcastitaliano.com/wp-content/uploads/2019/03/how-to-learn-italian-effectively.mp3
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I have made this super long episode in English for everybody who is starting or is planning to start learning Italian (but this applies to practically every language) and for those who have already started but might not be familiar with certain things I talked about in the video. Remember: everybody learns languages in different ways, so whats works for me might not necessarily work for you. I've tried, however, to present multiple strategies and points of view when it comes to certain aspects of language learning (like "speaking from day 1" or "speaking when you understand the language well").

https://youtu.be/inXkSzqdfFs

Follow the timestamps below to jumpt to the chapters you're interested in:

0:00 - Intro
1:20 - Who am I?
3:54 - What distinguishes people who are successful at language learning and people who are not (i.e. people who learn languages in schools and do nothing on their own)? Spoiler: spending all your time learning the grammar
6:45 - Is it true that you can only learn a language if you live in the country where it's spoken?
7:50 - Starting to learn many languages from scratch at the same time
9:20 - THE PASSIVE PHASE: some key ideas to learn languages effectively. The importance of passive exposure
12:00 - Words vs grammar. What's more important?
13:33 - How to do the passive phase right: some resources
16:15 - Passive exposure: phase 2 (when you're already familiar with the basic structures and vocabulary of the language)
17:15 - My favorite ways to read and listen in a foreign language. LingQ and ReadLang
21:35 - Tv shows and films
23:15 - YouTube and podcasts
25:40 - Using music to learn languages
27:00- THE ACTIVE PHASE: should you start speaking from day one?
29:00 - Speak A LOT to get better at speaking
30:20 - Do we need few words to be fluent? The 80/20 rule. Frequents words vs rare words.
31:55 - The ability to paraphrase: using the words you know to explain words you don't know
32:45 - Should you avoid translating from your own language to the target language? Should you "think" directly in the target language?
34:45 - Don't be afraid of mistakes!!!
36:25 - How to start speaking: monologues
37:45 - Speaking with other people
38:14 - Language exchanges
39:40 - How to take classes with tutors
40:30 - Language exchange events
41:30 - Talk to foreigners on the street :)
42:27 - The role of writing
43:30 - Is it important to have a good pronunciation
45:35 - Language learning and age
46:26 - Work on your pronunciation right from the start

Resources I've mentioned:

My project for learning Italian: www.podcastitaliano.com

Polyglots on YouTube with great tips on language learning:
Steve Kauffman - https://www.youtube.com/user/lingosteve
Luca Lampariello - https://www.youtube.com/user/poliglotta80
Vladimir Skultety - https://www.youtube.com/channel/UCa35MSdCh9gY28WZbBFLnNw
Richard Simcott - https://www.youtube.com/user/Torbyrne
Jan & Lucas - https://www.youtube.com/user/Dacud
Olly Richards - https://www.youtube.com/user/IWTYAL/videos
Benny Lewis - https://www.youtube.com/user/irishpolyglot
Suzanna Zaraisky - https://www.youtube.com/user/CreateYourWorldBooks

Resources to start learning a language:
Assimil, Teach Yourself, Colloquial
Glossika

La storia di Italo: 16:28 inserisci card
https://www.youtube.com/watch?v=8JGpPHBx7-k&list=PLoc5VhW1AsCwbB6TQJu9RG0TiAcX0v7wu&index=1

Alberto Arrighini (Italiano automatico)
https://www.youtube.com/user/ITALIANOAUTOMATICO/videos

Easy languages (Italian)
https://www.youtube.com/watch?v=VxnPd0PgqjU&list=PLA5UIoabheFOqYw63G4Dk7taoYEMdnlY-

Websites for faster reading
www.lingq.com www.readlang.com

Luca Lampariello on how to use translation to learn foreign languages
https://www.youtube.com/watch?v=ERD05x0JWoI

My profile on Italki:
https://www.italki.com/teacher/1419623

Apps for language exchanges:
Tandem, HelloTalk

Pronunciation websites:

Mar 03 2019

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Rank #17: La pasta – Intermedio #6

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https://podcastitaliano.com/wp-content/uploads/2016/12/intermedio-6-la-pasta.mp3

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Benvenuti su Podcast Italiano, in questo episodio molto gustoso e molto "calorico" (high in calories), in cui parleremo di uno dei piatti più famosi d'Italia, la pasta.

Penso che una delle associazioni generate dalla parola "Italia" nella mente di molte persone (the association created by the word "Italy" in the mind of many people), anche di coloro che non sono interessati all'Italia e alla cultura italiana, sia il cibo, e dunque i  due piatti che sono conosciuti universalmente: la pasta e la pizza. Oggi parleremo della pasta, e magari andremo a scoprire qualcosa di nuovo.

La pasta, come detto, fa parte dei luoghi comuni (stereotypes) associati all'idea di "italianità" (italianness), come anche il nostro modo di gesticolare (the way we use hand gestures), la figura del mafioso, la carnagione abbronzata (tan skin color), il vino ecc. Spesso gli stereotipi sono falsi, o comunque non corrispondono esattamente alla realtà, ma bisogna dire che nel caso della pasta c'è molto di vero (a lot of is true). Noi italiani consumiamo pasta quasi quotidianamente, e secondo i dati che ho trovato mediamente un italiano consuma circa 25 kg di pasta ogni anno, (che mi sorprende perché pensavo fossero almeno il doppio!) e si mantiene  al primo posto della lista stabilmente (keeps its leading position in the chart) .

In Italia vengono prodotti 3,5 milioni di tonnellate di pasta ogni anno, di cui più della metà vengono esportati in altri paesi.
Ci sono davvero moltissime varietà: la pasta può essere lunga (come gli spaghetti), può essere corta (come le penne), può essere ripiena (stuffed/filled) (come i ravioli), può essere liscia, rigata (striped), spessa, sottile, ecc. Queste caratteristiche possono dare origine a diverse combinazioni. Inoltre i condimenti (toppings) possibili sono anch'essi innumerevoli, dunque le ricette della pasta sono infinite. La ricetta che però tutto il mondo conosce è quella della pasta al pomodoro. Solitamente la pasta si cuoce "al dente", che letteralmente vuol dire "to the tooth".

Solitamente si produce a partire dalla farina di grano duro (Durum wheat/pasta wheat), chiamata di solito semola. Si ottiene dunque la cosiddetta "pasta secca", ovvero quella prodotta industrialmente. La "pasta fresca", solitamente fatta in casa, si differenzia in (differs in) umidità e acidità. A proposito, queste cose sono stabilite dalla legge italiana!

La pasta è stata inventata  parallelamente (at the same time) in Italia e in Cina, ma con tecniche diverse. Infatti in Cina non era presente il grano, dunque si faceva uso del riso o di altri cereali, soprattutto il miglio (millet). Esiste una leggenda, soprattutto negli Stati Uniti, secondo la quale (according to which) Marco Polo avesse portato la pasta in Italia dopo il suo viaggio in Cina. Ciò non è assolutamente vero, è una leggenda appunto, anche perché Marco Polo ebbe a che fare (had to deal with) soprattutto con i Mongoli e non con i Cinesi, che erano consumatori di pasta. Inoltre le tracce storiche che testimoniano (testifying to)  un consumo di pasta sono molto antiche sia in Italia che in Cina.

Chiunque di voi abbia vissuto in Italia, o viaggerà in Italia, sicuramente si renderà conto (will realize) di quanto la pasta sia onnipresente (omnipresent, everywhere) nella dieta italiana. La pasta è anche un elemente culturale importantissimo, come non ricordare la celebre scena del film "Un Americano a Roma", in cui il protagonista "Nando Mericoni" (interpretato dal leggendario Alberto Sordi), benché amante delle abitudini americane non riesce a resistere davanti a un piatto di spaghetti (da lui chiamati "macaroni").

In questo caso, dunque, il luogo comune corrisponde alla realtà!

Ci sono alcune espressioni collegate con la pasta di cui vi voglio parlare:
"Avere le mani in pasta", significa essere coinvolto in qualcosa, solitamente un'attività illegale.

Dec 04 2016

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Rank #18: Intervista #3 – Luca Lampariello e l’italiano

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https://podcastitaliano.com/wp-content/uploads/2017/03/intervista-3-luca-lampariello-e-litaliano.mp3

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Benvenuti su Podcast Italiano. In questa intervista ho l’onore di intervistare Luca Lampariello; per quelli che non conoscano chi è Luca Lampariello, Luca è un poliglotta, ovvero una persona che parla tante lingue.

E’ italiano, è di Roma, ed è uno dei poliglotti più famosi al mondo; credo parli 13 lingue o qualcosa del genere e sono comunque in costante aumento (constantly increasing). Abbiamo parlato di cose che normalmente non discute: gli ho fatto delle domande che non gli vengono poste solitamente, come per esempio il suo rapporto con l’italiano, quanto spesso usi l’italiano, e abbiamo parlato di altri temi, come la gestualità, la mimica facciale degli italiani, del suo uso dei gesti quando parla altre lingue, del romanesco – ovvero il modo di parlare italiano a Roma – e dei problemi degli stranieri che parlano l’italiano.

Spero che l’episodio sia di vostro gradimento e vi auguro Buon Ascolto.
D: Ok,  ciao Luca! Per me è un onore averti qua su Podcast Italiano, perché tu sei forse in Italia la persona più conosciuta nell’ambito delle lingue. Tu parli spesso, beh anche in altre lingue e delle lingue in generale, però oggi volevo parlare, dato che siamo entrambi italiani, volevo parlare in italiano e dell’italiano. E una cosa che mi interessa è: che ruolo ha l’italiano nella tua vita quotidiana? Io so che vivi.. vivi con degli stranieri, che frequenti  (hang out with, spend time with) stranieri e che questa è una grande parte della tua vita. Come usi l’italiano?

L: Allora, innanzitutto grazie per la domanda perché è una domanda che non mi fa quasi nessuno, nel senso che tutti mi fanno le domande su come imparo le lingue, ma nessuno mi ha mai chiesto come, che rapporto ho con la mia lingua madre. Quindi ti ringrazio per la domanda interessante. In secundis (second of all, from latin), ne parlavo proprio oggi con i miei coinquilini, del fatto che, nonostante il fatto che io viva in Italia, viva a Roma, utilizzo l’italiano parlato almeno relativamente poco, nel senso che ho poco contatto giornaliero. Io divido spesso —diciamo, l’ambiente linguistico, l’ambiente in generale—in microambiente e macroambiente. E per semplificare, il microambiente è la casa e in casa parlo praticamente o inglese o spagnolo. Mi hanno chiesto di parlare un po’ in italiano, ma non è la stessa cosa in termini di quello che in inglese viene definito “language maintenance” - cioè, per salvaguardare e anche migliorare o raffinare l’italiano ovviamente parlare con stranieri aiuta relativamente poco. Ovviamente ho contatto esterno quando vado al supermercato, quando devo sbrigare delle faccende (run some errands) in banca, quando ovviamente vedo i miei genitori, quando vedo i miei amici, ma è relativamente ristretto. E per allargare un po’ il quadro (widen/broaden the framework) e rispondere alla tua domanda in maniera un po’ più articolata (in a more comprehensive way) direi che il mio rapporto con l’italiano è un ottimo rapporto, nel senso che anche se non lo parlo troppo - comunque parlare con gli amici al bar non è la stessa cosa che fare un discorso - diciamo che leggo tutti i giorni per esempio il giornale, la Repubblica (giornale italiano), o quasi tutti i giorni le notizie on-line, qualche volta leggo dei libri in italiano anche se relativamente poco, diciamo.. per la maggior parte leggo giornali, riviste e libri stranieri.

Per concludere, per rispondere alla tua domanda, direi che, adesso come adesso, siccome sono un language coach, cioè lavoro come istruttore o coach linguistico, parlare l’italiano ad un livello particolarmente raffinato non mi serve, mentre 4 -5 anni fa invece era tutto completamente diverso, perché quando andavo a scuola di interpretariato a Parigi, una delle cose che si richiedeva di più era proprio la conoscenza, la padronanza della lingua italiana, cioè della propria madrelingua. Può sorprendere,

Mar 02 2017

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Rank #19: #45 – La mia esperienza linguistica! (parte 1) – Riflessioni senza trascrizioni

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In questa serie di tre episodi di Riflessioni senza trascrizioni vi parlo della mia esperienza linguistica. Se volete sentire una versione breve di ciò che dirò in questi tre episodi potete vedere questo video:

https://www.youtube.com/watch?v=ZX48pRJVsQg&t=236s

(trascrizione del video) 

Oppure su questo mio canale segreto ci sono altri video linguistici in cui ho raccontato parti della storia.

Oggi però ho deciso di parlare di questo argomento in estremo dettaglio. Dato che posso essere logorroico quando parlo di lingue, ho deciso che forse era meglio dividere questo episodio di quasi un'ora e mezza in 3 parti. Questa è la prima parte del racconto. Qua sotto, come sempre, alcune parole che ho spiegato mentre parlavo. Buon ascolto!

Rimedio
Logorroico
Figo
Essere in confidenza
Dare del tu, dare del lei
Cieca
Dell’anteguerra
Aggeggio
Schermata
Pignola
Compiti
Incavolare
Sull’allora nascente YouTube
Conscio, consapevole
Incapace
Simil-inglese

Aug 25 2018

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Rank #20: Ho sbagliato a pronunciare alcuni suoni tutta la mia vita! [not clickbait] – Riflessioni senza trascrizioni #12

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https://podcastitaliano.com/wp-content/uploads/2018/04/ho-sbagliato-a-pronunciare-alcuni-suoni-tutta-la-mia-vita-not-clickbait.mp3

La triste storia su come ho sbagliato a pronunciare alcuni suoni tutta la vita senza saperlo. Ecco alcune parole usate nell'episodio che magari non conoscete:

Ciao a tutti belli e brutti
Carpire
Settentrionale
Meridionale
Impappinarsi
Fare caso - notare
Fare caso - rivolgere l'attenzione

Apr 23 2018

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